Quando nel marzo del 2020 i primi vagiti della Pandemia si fecero seriamente preoccupanti, un giovane sindaco della provincia di Potenza eletto solo pochi mesi prima, fece parlare di sé per l’invidiabile presenza di spirito mostrata. Paquale Caffio, oggi trentaseienne, di professione imprenditore agricolo, in poco tempo chiamò a raccolta tutte le sarte, ma anche le mamme e le nonne del suo paese, Banzi, e in poco tempo riuscì a dotare gli adulti della mascherina protettiva che, all’epoca, altrove tutti cercavano come il santo Graal. Lo abbiamo incontrato al ristorante “Matisse”, sito nella zona industriale della limitrofa Genzano di Lucania.

d: Come giustifica la sua esistenza?

r: E’ una domanda che mi pongo spesso anch’io. Direi con la decisione, presa subito dopo la Maturità, di rimanere qui, immaginandovi già un futuro. Sono rimasto a Banzi, mi sono inventato un lavoro, ma ho sempre agito anche nel sociale (per diversi anni sono stato nel direttivo della Pro Loco).