compirà trentasei anni a luglio Christian Giordano, avvocato di professione che –parole sue- spende più tempo a “difendere” il paese che amministra (considerato “La porta della Lucania”) che a “promuoverlo”. Il nostro “tour” nei “municipi lucani al tempo del Covid” continua dunque con Vietri di Potenza.

D: Come giustifica la sua esistenza?

R: Sono cattolico, e ritengo che a ognuno di noi sia affidato un ruolo. In questo momento il mio compito è quello di migliorare la vita dei miei compaesani.

D: Lei è molto giovane. E’ stato dura “imporsi” anche e soprattutto una volta eletto?

R: All’inizio un po’ di scetticismo c’era, circa una presunta inesperienza. Ma poi ritengo di aver saputo dimostrare di saper lavorare e abbiamo tolto ogni dubbio, pur facendo capire ai cittadini che amministrare è complicatissimo.

D: Qual è il risultato di cui finora si sente maggiormente soddisfatto?

R: L’aver fatto percepire ai cittadini di aver improntato l’attività amministrativa all’insegna della legalità, della trasparenza e della partecipazione. Soprattutto, siamo riusciti ad attivare tutta una serie di opere pubbliche fino a qualche tempo fa impensabili per il nostro territorio.

D: Un’ulteriore “prova del nove” credo sia arrivata (per lei, come anche per i suoi colleghi più anziani), con questa maledetta Pandemia. Proprio ieri (martedì – ndr), la vostra comunità ha perso un altro cittadino. Com’è cambiata la sua vita di sindaco da quando c’è questa emergenza?

R: La Pandemia ci ha colti tutti di sorpresa: nei comuni lucani redigiamo solitamente piani di protezione civile improntati sui terremoti! Ma qui a Vietri abbiamo saputo reagire. Ci siamo inventati anche delle cose, come quando abbiamo iniziato a usare i buoni spesa e abbiamo battuto una nostra moneta per facilitare la vita ai nostri concittadini. Siamo stati il primo comune lucano ad acquistare i test sierologici rapidi, non senza innescare qualche polemica in regione a proposito della loro affidabilità, ma per noi in quel momento erano uno strumento in più da mettere in campo. E poi abbiamo avuto anche ragione! E anche nel campo dei test antigenici siamo stati i primi. Un tampone rapido oggi nel nostro comune il cittadino lo riceve gratis e velocemente, perché abbiamo avuto l’intelligenza di coinvolgere i medici di base.

D: Tuttavia il suo collega di Balvano, il sindaco Di Carlo, affermava che i Comuni riscontrano serie difficoltà nel caricare i dati dei tamponi rapidi sulla Piattaforma del sistema regionale. Il che sovente li porta a desistere.

R: Anche noi questo problema ce l’abbiamo e l’abbiamo avuto, ma è un problema di impostazione regionale. Però, sfruttando la piccolezza della mia comunità (in cui ci si conosce tutti), il vero “tracciamento” qui lo faccio personalmente, chiamando le persone positive ai test, facendomi riferire i contatti… e poi li comunichiamo in Piattaforma tramite i medici di base. A volte la Piattaforma non funziona, si blocca, i tamponi rapidi è difficile inserirli… ma, ripeto…

D: “Tamponate” voi in quel modo.

R: Esatto.

D: Difficoltà di comunicazione con la Regione: un’altra sua collega, la sindaca di Ginestra, lamentava che le ordinanze di Bardi le legge prima sui giornali e solo dopo arrivano al municipio. Lei conferma? O per voi va tutto liscio?

R: No, è molto complicato. Sono i sindaci, come dicevo, ad attivarsi e a informarsi su come muoversi. C’è tanta confusione anche sulla somministrazione dei vaccini.

D: Perché?

R: Perché parte dei miei concittadini deve mettersi in macchina e andare a Potenza, previa prenotazione; altri possono farlo attraverso il medico di base, che a sua volta ha bisogno di un luogo idoneo (e quindi interveniamo ancora noi, mettendo a disposizione la palestra etc.).