“Anima e corpo dedicati al Co.Re. Com” A vederlo, sembra la personificazione del detto“I Sessanta di oggi sono i nuovi Quaranta”. Classe 1961, acheruntino,laureato in economia e dipendentedell’Agenzia delle Entrate, AntonioDonato Marra è presidente del Co.Re.Com di Basilicata dal dicembre 2019. Come giustifica la sua esistenza? Ho una famiglia, dei figli, un lavoro che mi piace, e poi c’è questa sperienza al Co.Re.Com che definirei “incentivante”. Ecco, il Co.Re.Com, un organismo molto importante –specie in fase di campagna elettorale- ma che alcuni cittadini considerano una specie di oggetto misterioso, confondendolo addirittura col vecchio Coreco (organo regionale soppresso che si occupava di tutt’altro). Il Comitato Regionale per le Comunicazioni è un ente che si occupa, a livello regionale, del governo e del controllo delle telecomunicazioni. E’ stato istituito nel 2000 (legge n.20) e gestisce tutte le funzioni delegate dall’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni). Ne consegue che ha funzioni delegate e funzioni proprie. Si parte dalla vigilanza circa la tutela dei minori (in radio e tv) e il diritto di rettifica. C’è poi la gestione delle conciliazioni, ovvero le controversie tra utenti e compagnie delle telecomunicazioni. Qual è il flusso di lavoro in quest’ambito? Ogni anno gestiamo circa tremila conciliazioni (definizioni), andate a buon fine, che finora hanno restituito agli utenti più di 200mila euro. Come avvengono le segnalazioni degli utenti e cosa riguardano principalmente? Avvalendosi della nostra piattaforma web, gli utenti inseriscono i loro dati e le motivazioni per le quali si sentono vessati dalle compagnie. Noi andiamo a verificare le motivazioni e – tramite il sito- mettiamo l’utente in contatto con la compagnia (nella persona del loro legale) e vediamo se riusciamo a conciliare le posizioni, e uscire con una definizione della controversia che soddisfi l’utente. Di solito si riesce? Sì, direi al 90%. Cosa si segnala principalmente? Beh, può accadere che dopo essere passati da un vecchio gestore di telefonia a uno nuovo, si ricevano ancora fatture dal primo. Pertanto noi ci interessiamo allo scopo di far restituire il “maltolto” al cittadino. Oppure ci sono questioni di assenza di segnale, o quelle riguardanti titolari di contratti “business”, che tuttavia non ottengono tutto quanto previsto dal pacchetto. Possiamo dire che le compagnie sono solitamente ben disposte alla conciliazione? Certo, anche perché la conciliazione è uno strumento che ha diminuito sensibilmente le controversie a livello giudiziario. Si può dire che il legislatore ci ha visto lungo. Al Co.Re. Com abbiamo due legali, due “definitori” per meglio dire, assunti per concorso, attraverso una graduatoria che si “scala” annualmente. Veniamo all’argomento “caldo”, ovvero le elezioni, la campagna elettorale, la par condicio. Il nostro compito è proprio la vigilanza sulla par condicio, monitorando le trasmissioni, affinché sostanzialmente diano a ciascun interlocutore politico lo stesso tempo. Ciò avviene attraverso l’affidamento a una società che effettua questi monitoraggi, fornendoci poi dei verbali, dei report, in cui certifica se è tutto ok o se invece è necessario intervenire. Quindi questa società si avvale materialmente di persone che si mettono e guardano le trasmissioni con le tribune politiche, gli approfondimenti, le interviste, i telegiornali… Sì, e ovviamente ci sono registrazioni su supporto fisico, che vanno a corredo dei report. In certi periodi sono molte le segnalazioni circa le violazioni? Immagino che non manchino partiti che segnalano presunte irregolarità… Sì, sì. Tempo fa è accaduto che, a livello regionale, un partito politico si fosse sentito discriminato, soprattutto dalla Rai locale, lamentando di aver ricevuto meno tempo rispetto ad altri, in alcune trasmissioni,. La società incaricata del monitoraggio ci ha dunque descritto –secondo per secondo- i tempi concessi ai vari personaggi politici: e così abbiamo potuto verificare che – paradossalmente- proprio la parte politica che aveva denunciato aveva avuto un minuto IN PIÙ rispetto alle altre! In caso di violazione della par condicio cosa succede? Noi siamo obbligati a segnalarla all’Agcom nelle 48 ore successive. Scatteranno a quel punto le verifiche, a seguito delle quali l’Agcom stessa potrà comminare una sanzione (ovviamente all’emittente, e non già al partito che ha “beneficiato” della violazione). Quale altro tipo di segnalazioni “politiche” ricevete? Quelle magari riguardanti la presunta violazione della par condicio su una pagina Facebook comunale, accusando il sindaco di averla usata in maniera “patronale”. Proprio di recente è accaduta una cosa del genere, ma abbiamo verificato che il primo cittadino in questione usava quella pagina per divulgare notizie che interessavano la sua comunità, e non a livello “politico”.