PIETRAPERTOSA HD VOLO DELL’ANGELO CASTELLO

11 dicembre 2015 21:17
   

Pietrapertosa nelle Dolomiti Lucane (assomigliano a quelle alpine e assumono al tramonto la colorazione rosata tipica delle Dolomiti vere e proprie) situata in provincia di Potenza fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia con 1136 abitanti a 1088 mt slm
Pietrapertosa fa parte, insieme agli altri comuni lucani di Venosa, Acerenza, Castelmezzano e Guardia Perticara, del Club I borghi più belli d’Italia, che comprende quasi 200 località situate in tutto lo “stivale” si mostra come un antico borgo che è riuscito a mantenere nel tempo la fisionomia medievale soprattutto nella parte più antica situata alle pendici del Castello che conserva, ancora oggi, Il paese è costruito sulla nuda roccia, quasi incastonato in essa, sfruttandone ogni più piccolo anfratto. l’antico nome saraceno di “Arabat” caratterizzato da strade strette e vicoli ciechi. Le case tipicamente unifamiliari disposte a file dall’alto verso il basso, si adattano all’andamento del terreno, e diventano parte integrante dell’ambiente circostante tanto che spesso la roccia assume la funzione di parete delle abitazioni
Il paese si snoda praticamente lungo l’unica strada principale, fino ai piedi dell’antico castello risalente all’epoca della dominazione romana. Tale fortificazione è dominata da uno spettacolare arco naturale che un tempo era luogo di vedetta e posto di sentinella.
L’antico nome della città, ovvero “Pietraperciata” (che significa pietra forata) era stato dato per via della presenza del foro in una grande rupe, visibile dalla città.
Agli inizi del novecento, Pietrapertosa fu spopolata per via della malaria e dell’emigrazione verso le Americhe.
Fra i molti luoghi di interesse della città ritroviamo:
La Chiesa di San Giacomo Maggiore (Matrice) o Chiesa Madre, costruita nel 1400.
Il Convento di San Francesco fondato nel 1474 con l’obiettivo di dare un luogo che potesse ospitare i Frati Minori Osservanti locali; al suo interno è conservato il dipinto Apparizione del Bambino a S. Antonio da Padova realizzato da Giovanni De Gregorio nel 1631 e numerosi affreschi di Giovanni Luce.
La Cappella di San Cataldo situata innanzi al Castello Normanno- Svevo vi è un piccolo luogo di culto
Il Castello Normanno-Svevo, struttura di origine saracena precedentemente appartenuta al re Bomar, in seguito diventò il castello Normanno – Svevo, attualmente in stato di rudere.
L’Arabata, il quartiere più antico di Pietrapertosa, il cui nome deriva dagli arabi del re Bomar (838)
Pietrapertosa, insieme a Castelmezzano, ha assunto una recente notorietà per un’attrazione turistico-sportiva ideata a partire dalla primavera 2007. Si tratta del “Volo dell’angelo” che unisce i due paesi per mezzo di due cavi d’acciaio su cui i temerari che ne desiderano provare l’ebbrezza possono scivolare a 120 km orari librandosi per circa un minuto, ad un’altezza di circa 400 m, ammirando il paesaggio sottostante da un punto di vista insolito.
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Visitando Pietrapertosa si ha la sensazione che tutto sia regolato in funzione della roccia, ad esempio le numerose scale, sono l’esemplificazione della simbiosi tra il paese, i suoi abitanti e la roccia, la manifestazione del vivere il proprio territorio che non può negare la presenza massiccia quasi prorompente della natura, ma deve renderla parte integrante della struttura urbanistica. Pietrapertosa prende il nome dall’antica Petraperciata, cioè “forata” per la presenza di una rupe forata da parte a parte, ed è il comune più alto della Basilicata, con i suoi 1088 m di altitudine, si sviluppa sulle rocce delle Dolomiti Lucane, ben protetta da eventuali incursioni dalla valle. Questo carattere di fortezza naturale e la possibilità di dominare la valle del Basento hanno contribuito a favorire la presenza dell’uomo sin dai tempi più remoti.
Durante la visita del paese, salendo da via Garibaldi, si impongono all’attenzione del visitatore i numerosi palazzi signorili, il cui prospetto è scandito da portali in pietra decorati con fiori, quadrati, iscrizioni o emblemi, che ricordano nobiltà scomparse, gusto per l’arte e modo di vivere dei secoli passati.